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Gurnèa: quando la storia di Tropea incontra il futuro e parla la lingua del mondo

C’è un filo sottile che lega la polvere di una battaglia medievale alle visioni di un futuro ancora da scrivere. Questo filo, spesso invisibile, diventa una corda robusta nelle mani di Bruno Cimino, scrittore calabrese che con il suo “Gurnèa – Storia di nimici, eroi e spirdi” ha compiuto un’operazione letteraria audace: fondere il romanzo storico con la narrativa fantastica.

L’occasione per riparlare di questo testo, che definire “romanzo” è riduttivo, è l’evento che si terrà giovedì 29 gennaio 2026 a Roma, presso la sede dell’Associazione LIBERA (in via Stamira 5, zona Piazza Bologna). Non si tratterà, però, di una semplice riproposizione. L’opera, infatti, si presenta al pubblico con una novità di assoluto rilievo culturale: la traduzione in Esperanto.

La scelta di tradurre “Gurnèa” in Esperanto – lavoro curato dal docente UPTER Giorgio Denti con la collaborazione di Carla Zulian – non è un vezzo accademico. È un messaggio politico e poetico insieme. In un romanzo che nella sua prima parte racconta la ferocia della guerra, l’uso di una lingua nata per unire i popoli e “libera da logiche di predominio culturale” risuona come un potente antidoto. L’Esperanto diventa il ponte che permette a una storia locale, profondamente radicata nel territorio di Tropea, di diventare universale.

Cimino ci porta inizialmente nel 1495. Chi conosce la Calabria sa che la bellezza dei luoghi spesso nasconde cicatrici antiche. “Gurnèa” è il nome di un rione di Tropea, ma etimologicamente richiama una “pozzanghera”. Nel libro, quella pozzanghera è fatta del sangue dei soldati tropeani, ingannati e trucidati dai francesi di Carlo VIII durante le contese tra Aragonesi e Angioini. L’autore soffia via quella che lui stesso definisce “la spessa polvere dell’apatia sociale”, restituendo dignità e voce a un pezzo di storia del Meridione spesso relegato a nota a margine. La ricostruzione è vivida, dolorosa, necessaria.

Ma è qui che il critico resta spiazzato e affascinato. Proprio quando pensi di essere ancorato al romanzo storico, Cimino compie il salto. La seconda parte del libro ci proietta nel 2095. Non è un esercizio di stile, ma una necessità narrativa. I protagonisti, Damiano e Rossella, vittime delle logiche del loro tempo passato, “rinascono” nel futuro come Cristiano e Yara.

L’idea fantastica di una città del domani serve a dimostrare una tesi romantica nel senso più nobile del termine: solo i grandi sentimenti possono sconfiggere il tempo e lo spazio. La tragedia della “gurnèa” non è la fine, ma solo un capitolo di un’esistenza che continua.

L’evento del 29 gennaio non è solo la presentazione di un libro, ma un incontro tra mondi. Tra la memoria storica di Tropea e l’utopia linguistica dell’Esperanto; tra il rigore della ricerca e la libertà della fantasia.

Monica Menna

Appuntamento:

  • Giovedì 29 gennaio 2026
  • Sede Nazionale Associazione LIBERA, Via Stamira 5, Roma.
  • “Gurnèa”, di Bruno Cimino (Edizione Italiano/Esperanto).