La scena come spazio condiviso: al via il “road trip” teatrale di Valeria Freiberg sull’urgenza dell’ascolto
C’è un’urgenza contemporanea che il teatro non può più ignorare: la crisi dell’ascolto. Nasce proprio da questa constatazione “Il Dialogo: Road Trip verso il “Tra”“, il nuovo progetto promosso dall’Associazione Ariadne e dalla Compagnia Teatro A, in sinergia con il Dipartimento di Recitazione dell’Accademia Europea di Danza.

Sotto la guida della direttrice artistica Valeria Freiberg, l’iniziativa si allontana dai canoni del corso di recitazione tradizionale o della consueta messa in scena. Si tratta, al contrario, di un progetto ibrido in tre movimenti, una vera e propria indagine che mescola formazione, ricerca letteraria e performance partecipativa. Come evidenzia la stessa Freiberg, viviamo in un’epoca in cui la parola è onnipresente ma drammaticamente “priva di destinatario”, vittima di un’accelerazione che rende l’atto di comprendere e riflettere un “lusso apparentemente insostenibile”.
Il percorso, caratterizzato da confini fluidi, si struttura in tre fasi che attraversano la dimensione scenica, quella interiore e, infine, quella relazionale:
- La decostruzione della parola: Il progetto si apre il 23 e 24 febbraio 2026 con il “DIP PITCHING LAB” (Primo Movimento). Un laboratorio che scardina l’idea del dialogo inteso come banale scambio di battute per indagarlo fisicamente e tecnicamente. Il focus è su quello spazio intangibile che si crea tra due voci, il momento in cui “il senso smette di appartenere a uno solo e diventa condiviso”.
- L’indagine letteraria: Dal 27 febbraio al 1 marzo 2026, il Secondo Movimento (“ZONA DELL’IO”) sposta l’attenzione sulla tensione tra la necessità e l’impossibilità di comunicare. Attraverso lo studio di autori come Shakespeare, Faulkner e Salinger, e tramite l’uso di pratiche contemplative, si esplora quella “frattura” in cui il linguaggio perde la sua misura umana.
- La drammaturgia cittadina: L’apice del progetto (Terzo Movimento) è la restituzione al pubblico attraverso la call “Lettere agli Ex”, aperta fino al 25 marzo 2026. I cittadini sono invitati a scrivere a un “Ex” – inteso come un partner, un amico, o persino una città – trasformando queste testimonianze private nel tessuto narrativo di uno spettacolo pop-up, un’autentica occasione di ascolto condiviso.
L’obiettivo ultimo di questo viaggio performativo è sfidare l’incomunicabilità moderna, riattivando quello spazio “tra” le persone dove la parola riacquista la sua autentica risonanza e l’ascolto si fa pratica concreta.
G. E.

